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Il cloud di Microsoft non trasferirà più i dati fuori dall'Unione europea

Questo impegno, “ulteriore” rispetto alle iniziative già adottate in materia di archiviazione dati, si applicherà ai servizi cloud Azure, Microsoft 365 e Dynamics 365. Le attività tecniche sono già iniziate e il tutto sarà reso possibile entro la fine dell’anno prossimo, facendo leva sui data center di Microsoft già operativi o annunciati distribuiti in tredici paesi europei, fra cui anche l’Italia, che abilitano i servizi cloud.

Un freno alla trasmissione dei dati personali degli utenti, da aziende con sede europea, verso server negli Stati Uniti, è stato posto dalla seconda sentenza Schrems dello scorso luglio, con cui la corte di Giustizia europea ha negato la validità dell’accordo Privacy Shield tra Commissione europea e Stati Uniti. La questione riguarda tutte le multinazionali del tech, in primis, e la stessa Microsoft risulta tuttora nella lista del Privacy Shield che, precisa il dipartimento del Commercio americano “non è più un meccanismo valido per soddisfare i requisiti di protezione dati dell’Ue nel trasferire dati personali dall’Unione europea agli Stati Uniti. La decisione (della corte di Giustizia Ue) non solleva i partecipanti al Privacy Shield dagli obblighi del regolamento”.

A Dublino, Microsoft prepara l’apertura di un centro d’eccellenza di ingegneria per la privacy (Privacy engineering center of excellence), per fornire soluzioni di protezioni dati ai clienti, e in un summit in autunno (Eu cloud customer summit) aiuterà a scoprire maggiori dettagli sull’iniziativa per il cloud appena annunciata.

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